27 Maggio 2007. Le “primarie” di Zapatero a confronto con il Web*

28 05 2007

Grafico voto spagnolo alle 14.30
Grafico del voto spagnolo alle 14.30 ca

*La stessa versione di questo articolo è già online su SpinDoc

Qui di seguito trovate la mappa esplicativa delle elezioni spagnole che si sono tenute ieri 27 maggio: il PP è in testa rispetto al PSOE di pochi voti, 35.6 il primo e 34.9 il secondo.
Per molti questo risultato è significativo in quanto tali elezioni sono considerate un po’ come delle primarie per Zapatero e quindi per curiosare, soprattutto dopo i fatti dell’11M, chi in questo momento detiene la leadership della Spagna – sempre ammesso che questa si trovi nello stesso Paese-.
Nei differenti comizi di chiusura campagna non sono mancate alcune stoccate come nel caso di Zapatero che ha detto del suo avversario Rajoy

è un profeta del pessimismo, pertanto chiedo il voto per il PSOE rispetto alla discordia e al non saper perdere

e il secondo che altro non poteva rispondere che l’atteggiamento dell’attuale primo ministro è

del tutto disperato e volto unicamente a demonizzare il PP in quanto tale.

In effetti forse adesso sarà proprio Zapatero a dover dimostrare come si perde su tutto il territorio, seppur di poco. E’ interessante però analizzare il risultato elettorale rispetto ai diversi stili di campagna che hanno portato avanti i due principali schieramenti.

Il PSOE si è mostrato alquanto innovativo soprattutto per il largo utilizzo della cosiddetta web 2.0. Eccone l’esempio nel caso del candidato Madrileño Miguel Sebastián che ha fatto del suo slogan Quiero Madrid para ti ¿y tú? ¿qué quieres? un vero e proprio movimento, Quiero. Si sono visti stand del PSOE in tutti i quartieri della capitale e nelle vicinanze, per lasciare la parola a Madrid e ai suoi cittadini, Madrid Habla. Questo è decisamente un punto a favore per il PSOE che sapeva di giocare svantaggiato soprattuto nella capitale che è da sempre territorio indiscusso del PP. Quest’ultimo non si è distinto granchè durante questa campagna elettorale in tema di blog tematici e iniziative per il coinvolgimento dei cittadini: l’unica nota rilevante potrebbe essere quella della candidata del PP a Barcellona Alicia Sánchez Camacho e del suo blog: peccato però che è vuoto e che a Barcellona ha vinto con un notevole distacco il PSC (= PSOE di cataluña).

Certo, non c’è proprio paragone con l’iniziativa quiero che oltre a mandare online i video della gente che sale sul palco del PSOE a dire la sua, si può anche inviare una scatola a chi si vuole con le proprie iniziative.





Aglio, fravaglio..

10 05 2007

L’ormai noto testa a testa tra Sarkozy e Royal è stato seguito in tutto il mondo conosciuto, ma soprattutto dall’universo della globosfera. Questa volta infatti anche in Europa si è sentita la necessità di proiettare la campagna elettorale attraverso i mezzi telematici più sofisticati. Molti osservatori però si sono soffermati sulle analogie tra questi candidati e le loro campagne e i rispettivi d’ oltreoceano (Barack ObamaHilary Clinton), ma a nostro avviso ci sono anche altri due aspetti, strettamente legati tra di loro, da prendere in considerazione.  

Nel caso spagnolo la partecipazione a queste elezioni ha superato l’ 80% e lo stesso Zapatero in una delle sue dichiarazioni ha qualificato il dato come una “festa della democrazia“.  A tal proposito lo stesso è stato sottolineato anche  da Claudine Schmidt, presidente dell’Assemblea dei Francesi in Svizzera, che però non rinnega il gran lavoro fatto dietro da parte del Ministero degli esteri. Questo pertanto ha confermato le aspettative di Hélène Charveriat che ammette di aver “condotto numerose campagne di sensibilizzazione in cooperazione con il Ministero degli esteri“  e anche il fatto che ormai ”è tuttavia innegabile che gli espatriati si interessano di più a queste presidenziali rispetto che a quelle del 2002 : vi è l’attrazione della novità poiché i candidati sono più giovani e non appartengono alla solita cerchia”.
Questi dati ci dicono come la globosfera e i suoi strumenti hanno reso molto più vicina la campagna elettorale dei candidati anche per i residenti all’estero, che hanno potuto seguire attivamente ogni passo. Altro dato che supporta questa interpretazione è che il voto espresso all’estero e la sua lettura rispecchiano quello in Francia: anche in Spagna, infatti, la leader socialista non è stata prediletta dalle donne, target sul quale aveva incentrato maggiormente la sua campagna, anche se qui ha vinto con solo cinque voti di scarto. Sarà forse per questo o per scaramanzia che le dichiarazioni della socialista francese in merito al suo “sogno a tre” sono state prontamente “smentite” da parte di Hilary Clinton dopo che numerosi osservatori della rete l’avevano presa come bersaglio accounando in più casi le due figure.

Il web, quindi, l’avrebbe fatta da padrone anche questa volta come usuale ormai, vedendo la perfetta trasposizione della campagna elettorale francese e dei suoi boomerang tanto all’estero quanto in casa.
 





Viva il cerchiobottismo spagnolo!

10 05 2007

José Luis Rodríguez Zapatero ha dato un colpo alla botte ed uno al cerchio commentando i risultati delle elezioni francesi, da un lato ricordando le diverse manifestazioni di interesse e vicinanza da parte del candidato vincete in tema di politiche antiterroristiche in Spagna ed in particolare descrivendo la destra di Nicolas Sarkozy come ”aperta e moderna“; dall’altro elogiando la socialista Ségolène Royal per aver ben amalgamato la sinistra francese in un “progetto positivo d’integrazione” e verso una politica che, da questo momnetoin poi ”giocherà un ruolo fondamentale nella scena francese
A corollario di questo il coordinatore generale de Izquierda Unida (IU), Gaspar Llamazares, ha affermato di avere una “sana invidia” del popolo francese e del suo sistema, che permette di eleggere il Presidente della Repubblica.
La sinistra di Ségolène Royal, infatti, “è andata oltre le aspettative“, secondo lui, finendo con l’ormai noto testa a testa e pertanto questo lascia presagire maggiori opportunità per il ruolo della sinistra in Europa.
Sulla stessa linea il Presidente della UE, Jose Manuel Durao Barroso, ha interpretato il risultato elettorale come una riaffermazione della vicinanza della Francia all’Unione Europea (colpo alla botte) e, d’altro canto, ha sottolineato come “errore”  la linea dura che Sarkozy, in questo momento, mostra rispetto alle negoziazione per l’ingresso della Turchia nella UE (colpo al cerchio). Inoltra la Spagna, forse un po’ a denti stretti, riconosce che il progetto della nuova Costituzione proposto da Angela Merkel ben si sposa con l’idea di mini trattato del nuovo Presidente francese: cosa che sembra manifestare la ricomparsa del’asse franco-tedesco.
In questo quadro dalla penisola iberica non poteva mancare anche un coro totalmente a favore, delineando il risultato francese come una “vittoria meritata” visto come “il conservatore” Sarkozy ha lavorato duramente per guadagnarselo iniziando anzitempo prendendo la leadership dell’UMP. Idea questa del suo mentore Jacques Chirac con il quale, però, negli ultimi cinque anni Sarkozy ha avuto numerosi scontri forse dovuti alla sua ambizione politica personale come quando, non da ultimo, nel 1995, appoggiò la candidatura alla Presidenza di Edouard Balladur e non quella dello stesso Chirac. Ne esce quindi il ritratto di un partito che riune in se stesso il vecchio gaullismo, liberali e centristi: un modello molto vicino al PP de Aznar, almeno come ispirazione.