Comunali di Genova. Il sito di Enrico Musso

20 06 2007

Come promesso vi riporto un approfondimento già pubblicato su SpinDoc per la categoria Politica2.0. Ecco a voi.

Dopo l’analisi del sito di Marta Vincenzi, passiamo a quello di Enrico Musso, della coalizione di centro destra.

Il sito è datato 2007, nato in occasione delle elezioni a Sindaco di Genova.
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Politica2.0: Let’s Talk!

19 06 2007

Si parla molto negli ultimi tempi del web 2.0 ma ancora poco delle sue innumerevoli applicazioni nel next prossimo e del next next. Uno fra tanti e quello che forse interessa maggiormente questo Blog sono le potenzialità di questo strumento applicate alla Politica; basta dare uno sguardo alle campagne elettorali che si sono tenute in giro nel mondo durante questa prima metà del 2007.
Nelle more di maggiori approfondimenti che vedrete sotto forma di analisi più o meno tecniche e semplici impressioni vi rimando alla rubrica inaugurata da poco su SpinDoc. Dateci uno sguardo!

Sono ben accetti consigli e segnalazioni  ;) 




Chiedere il voto! Rassegna di comunicazione politica all’Ara Pacis

30 05 2007

Ecco qui di seguito l’articolo completo scritto con il prezioso aiuto di Arturo e già presente in versione ridotta su SpinDoc, inerente alla settimana di incontri, dibattiti, appuntamenti per riflettere sui fatti e sui personaggi che hanno segnato il Novecento nel nostro Paese: la Settimana della Storia, appunto.

L’iniziativa si è svolta presso l’Auditorium dell’Ara Pacis ed ha visto nel suo programma oltre a diverse tavole rotonde incentrate tematicamente sul novecento italiano, anche la mostra Chiedere il voto. Propaganda e comunicazione politica nell’Italia repubblicana (1946-2001).

Potete capire bene dal titolo come il tema ci sia parso goloso, sposandosi ottimamente con le tematiche che affrontiamo qui su SpinDoc e perciò una parte di noi, sabato scorso, è andata a visitarla.

Possiamo subito iniziare dicendo che nonosante le stime riportate dalla sezione cultura di Adnkronos di 8000 presenze per questa prima edizione l’altro pomeriggio la mostra era deserta.

Probabilmente sarà stato l’effetto week-end, nonostante piovesse, l’esodo per le elezioni o forse il fatto che le stanze dedicatele erano al tipico piano di sotto, tutto in fondo a destra, vicino i bagni!

 

A parte questo la mostra è stata realizzata dall’Associazione Il Tempo e la Storia in collaborazioe con Zètema spa (Progetto cultura) e Rai Educational con lo scopo di ripercorrere la storia elettorale postbellica analizzandone le trasformazioni nel linguaggio della propaganda attraverso manifesti politici, rassegne televisive, (la puntata di “La Storia siamo noi” di Gianni Minoli che potete vedere qui), e due video dedicati proprio agli SpinDoc e le loro tecniche.

 

Ancora una volta ci sentiamo di ribadire che sono proprio le nuove tecniche e tecnologie che hanno stravolto la posizione dei partiti un tempo centrali nel dettare le forme della propaganda, dando sempre di più spazio ai mass media, alla pubblicità ed il suo marketing. Fa pendant con questo il diverso approccio alle campagne elettorali da parte di politici sempre più impostati sul culto della propria persona e sulla spettacolarizzazione ed il ruolo minoritario di comizi, giornali, manifesti (strumenti tradizionali di propaganda) a favore della pubblicità e sempre di più del web.

Uno dei tanti elementi che ci ha ulteriormente convinto di ciò è stato il fatto che osservando la rassegna di manifesti presente alla mostra si può notare come fino a pochi anni fa (prima della discesa in campo di Silvio Berlusconi nel 1994) le campagne elettorali tra le diverse fazioni erano aggueritissime, molto esplicite e talvolta goliardiche: oggi diremmo molto poco politically correct!

Al giorno d’oggi, invece, l’attenzione si è spostata non più tanto sulla demonizzazione del partito avversario non potendo più fare riferimento ad un’ideologia ben radicata negli elettori, bensì ci impegna nella persuasione dell’opinione pubblica il più delle volte indecisa. A fare questo poi non c’è quasi più l’azione dei militanti di sezione, ma è il candidato stesso che si “rimbocca le maniche” e scende in campo non disdegnando, per vincere, i frequenti bagni di folla.

Detto questo e consigliandovi lo speciale dell’ Europeo di Maggio

qui ben recensito e dedicato a quest’evento dell’ Ara Pacis, vi possiamo francamente dire che chi non fosse andato si è risparmiato il costo del biglietto un po’ esoso per una mostra in sè deludente e grama, con gli Ocr ingranditi e plastificati al posto dei manifesti originali!

Vi diamo una chicca però: sul retro della mostra nel giardino fuori il complesso troverete sì, per tutto il periodo estivo, una mostra davvero eccezionale per il suo senso dell’humor.

 

Inoltre il biglietto autografato dall’artista (nella foto sopra) , questo sì, è ad offerta pubblica!





27 Maggio 2007. Le “primarie” di Zapatero a confronto con il Web*

28 05 2007

Grafico voto spagnolo alle 14.30
Grafico del voto spagnolo alle 14.30 ca

*La stessa versione di questo articolo è già online su SpinDoc

Qui di seguito trovate la mappa esplicativa delle elezioni spagnole che si sono tenute ieri 27 maggio: il PP è in testa rispetto al PSOE di pochi voti, 35.6 il primo e 34.9 il secondo.
Per molti questo risultato è significativo in quanto tali elezioni sono considerate un po’ come delle primarie per Zapatero e quindi per curiosare, soprattutto dopo i fatti dell’11M, chi in questo momento detiene la leadership della Spagna – sempre ammesso che questa si trovi nello stesso Paese-.
Nei differenti comizi di chiusura campagna non sono mancate alcune stoccate come nel caso di Zapatero che ha detto del suo avversario Rajoy

è un profeta del pessimismo, pertanto chiedo il voto per il PSOE rispetto alla discordia e al non saper perdere

e il secondo che altro non poteva rispondere che l’atteggiamento dell’attuale primo ministro è

del tutto disperato e volto unicamente a demonizzare il PP in quanto tale.

In effetti forse adesso sarà proprio Zapatero a dover dimostrare come si perde su tutto il territorio, seppur di poco. E’ interessante però analizzare il risultato elettorale rispetto ai diversi stili di campagna che hanno portato avanti i due principali schieramenti.

Il PSOE si è mostrato alquanto innovativo soprattutto per il largo utilizzo della cosiddetta web 2.0. Eccone l’esempio nel caso del candidato Madrileño Miguel Sebastián che ha fatto del suo slogan Quiero Madrid para ti ¿y tú? ¿qué quieres? un vero e proprio movimento, Quiero. Si sono visti stand del PSOE in tutti i quartieri della capitale e nelle vicinanze, per lasciare la parola a Madrid e ai suoi cittadini, Madrid Habla. Questo è decisamente un punto a favore per il PSOE che sapeva di giocare svantaggiato soprattuto nella capitale che è da sempre territorio indiscusso del PP. Quest’ultimo non si è distinto granchè durante questa campagna elettorale in tema di blog tematici e iniziative per il coinvolgimento dei cittadini: l’unica nota rilevante potrebbe essere quella della candidata del PP a Barcellona Alicia Sánchez Camacho e del suo blog: peccato però che è vuoto e che a Barcellona ha vinto con un notevole distacco il PSC (= PSOE di cataluña).

Certo, non c’è proprio paragone con l’iniziativa quiero che oltre a mandare online i video della gente che sale sul palco del PSOE a dire la sua, si può anche inviare una scatola a chi si vuole con le proprie iniziative.





Aglio, fravaglio..

10 05 2007

L’ormai noto testa a testa tra Sarkozy e Royal è stato seguito in tutto il mondo conosciuto, ma soprattutto dall’universo della globosfera. Questa volta infatti anche in Europa si è sentita la necessità di proiettare la campagna elettorale attraverso i mezzi telematici più sofisticati. Molti osservatori però si sono soffermati sulle analogie tra questi candidati e le loro campagne e i rispettivi d’ oltreoceano (Barack ObamaHilary Clinton), ma a nostro avviso ci sono anche altri due aspetti, strettamente legati tra di loro, da prendere in considerazione.  

Nel caso spagnolo la partecipazione a queste elezioni ha superato l’ 80% e lo stesso Zapatero in una delle sue dichiarazioni ha qualificato il dato come una “festa della democrazia“.  A tal proposito lo stesso è stato sottolineato anche  da Claudine Schmidt, presidente dell’Assemblea dei Francesi in Svizzera, che però non rinnega il gran lavoro fatto dietro da parte del Ministero degli esteri. Questo pertanto ha confermato le aspettative di Hélène Charveriat che ammette di aver “condotto numerose campagne di sensibilizzazione in cooperazione con il Ministero degli esteri“  e anche il fatto che ormai ”è tuttavia innegabile che gli espatriati si interessano di più a queste presidenziali rispetto che a quelle del 2002 : vi è l’attrazione della novità poiché i candidati sono più giovani e non appartengono alla solita cerchia”.
Questi dati ci dicono come la globosfera e i suoi strumenti hanno reso molto più vicina la campagna elettorale dei candidati anche per i residenti all’estero, che hanno potuto seguire attivamente ogni passo. Altro dato che supporta questa interpretazione è che il voto espresso all’estero e la sua lettura rispecchiano quello in Francia: anche in Spagna, infatti, la leader socialista non è stata prediletta dalle donne, target sul quale aveva incentrato maggiormente la sua campagna, anche se qui ha vinto con solo cinque voti di scarto. Sarà forse per questo o per scaramanzia che le dichiarazioni della socialista francese in merito al suo “sogno a tre” sono state prontamente “smentite” da parte di Hilary Clinton dopo che numerosi osservatori della rete l’avevano presa come bersaglio accounando in più casi le due figure.

Il web, quindi, l’avrebbe fatta da padrone anche questa volta come usuale ormai, vedendo la perfetta trasposizione della campagna elettorale francese e dei suoi boomerang tanto all’estero quanto in casa.
 





Viva il cerchiobottismo spagnolo!

10 05 2007

José Luis Rodríguez Zapatero ha dato un colpo alla botte ed uno al cerchio commentando i risultati delle elezioni francesi, da un lato ricordando le diverse manifestazioni di interesse e vicinanza da parte del candidato vincete in tema di politiche antiterroristiche in Spagna ed in particolare descrivendo la destra di Nicolas Sarkozy come ”aperta e moderna“; dall’altro elogiando la socialista Ségolène Royal per aver ben amalgamato la sinistra francese in un “progetto positivo d’integrazione” e verso una politica che, da questo momnetoin poi ”giocherà un ruolo fondamentale nella scena francese
A corollario di questo il coordinatore generale de Izquierda Unida (IU), Gaspar Llamazares, ha affermato di avere una “sana invidia” del popolo francese e del suo sistema, che permette di eleggere il Presidente della Repubblica.
La sinistra di Ségolène Royal, infatti, “è andata oltre le aspettative“, secondo lui, finendo con l’ormai noto testa a testa e pertanto questo lascia presagire maggiori opportunità per il ruolo della sinistra in Europa.
Sulla stessa linea il Presidente della UE, Jose Manuel Durao Barroso, ha interpretato il risultato elettorale come una riaffermazione della vicinanza della Francia all’Unione Europea (colpo alla botte) e, d’altro canto, ha sottolineato come “errore”  la linea dura che Sarkozy, in questo momento, mostra rispetto alle negoziazione per l’ingresso della Turchia nella UE (colpo al cerchio). Inoltra la Spagna, forse un po’ a denti stretti, riconosce che il progetto della nuova Costituzione proposto da Angela Merkel ben si sposa con l’idea di mini trattato del nuovo Presidente francese: cosa che sembra manifestare la ricomparsa del’asse franco-tedesco.
In questo quadro dalla penisola iberica non poteva mancare anche un coro totalmente a favore, delineando il risultato francese come una “vittoria meritata” visto come “il conservatore” Sarkozy ha lavorato duramente per guadagnarselo iniziando anzitempo prendendo la leadership dell’UMP. Idea questa del suo mentore Jacques Chirac con il quale, però, negli ultimi cinque anni Sarkozy ha avuto numerosi scontri forse dovuti alla sua ambizione politica personale come quando, non da ultimo, nel 1995, appoggiò la candidatura alla Presidenza di Edouard Balladur e non quella dello stesso Chirac. Ne esce quindi il ritratto di un partito che riune in se stesso il vecchio gaullismo, liberali e centristi: un modello molto vicino al PP de Aznar, almeno come ispirazione.